IL CANNABIDIOLO

Il Cannabidiolo (CBD) è generalmente il principale cannabinoide della fibra di canapa industriale ed è il secondo cannabinoide presente in quantità maggiore nella pianta di cannabis dopo il THC (al contrario del THC non è un allucinogeno). Nella canapa il cannabidiolo è presente maggiormente nella terza parte superiore della pianta in concentrazioni che variano dallo 0,5% al 2% e lo si può trovare anche nei fiori.

Nell’Unione Europea e in molti altri paesi del mondo gli agricoltori sono autorizzati a coltivare le piante di canapa ad alto contenuto di CBD ma con basse concentrazioni di THC (nell'Unione europea al di sotto dello 0,2% di THC). Molti di questi si occupano principalmente della produzione di fibra, materia prima per varie applicazioni industriali.

Per la produzione dell’olio vengono anche impegati i semi di canapa dai quali si estrae un olio vegetale con proprietà benefiche di alta qualità. Nella comunità scientifica in questi ultimi anni si è sviluppato un crescente interesse per il potenziale terapeutico del CBD, che peraltro non provoca effetti psicotropi evidenziandone l’influenza “dell’attività di target quali i canali ionici, i recettori e gli enzimi con un potenziale effetto anti-infiammatorio, anelgesico, anti-nausea, anti-emetico, anti-psicotico, anti-ischemico, ansiolitico ed anti-epilettico” (1) ove, anche se assunto in dosi elevate, non causa effetti collaterali rilevanti.

Ci sono anche alcuni effetti farmacologici del CBD, nella forma acida, che possono essere di interesse terapeutico principalmente per le proprietà antiemetiche.

(1) fonte: Ministero della salute Italia - Decreto 09/11/2015 G.U. Serie Generale n.279 del 30 11 2015 All.Tecnico

I PREPARATI

CBD PHARMA LINE® avvalendosi di produttori qualificati costantemente monitorati, distribuisce il principio attivo (CBD) per integratori e per prodotti cosmetici.

Una azienda Israeliana ha sviluppato un ceppo della cannabis che contiene il 15,8% di CBD e meno dell’ 1% di THC - fonte Reuters del 3 Luglio 2012 - che non causa alcun effetto psicologico. Tali ceppi potrebbero avere un potenziale come farmaci anti-infiammatori.

Recentemente, la U.S. Food and Drug Administration (FDA) ha permesso la conduzione di studi clinici con un nuovo estratto di cannabis che contiene il CBD come suo principio attivo, nel trattamento di bambini con la sindrome di Dravet, una forma rara e grave di insorgenza infantile, genetica, farmaco-resistente alla sindrome dell'epilessia (encefalopatia epilettica refrattaria, che si presenta in neonati altrimenti sani).

Oltre al suo programma di sviluppo clinico nella sindrome di Dravet , l'azienda ha anche preso accordi al fine di consentire ai pediatri statunitensi indipendenti il trattamento a bisogno con l'estratto di cannabis nei casi di epilessia.

Nei Paesi Bassi sotto la guida del rispettivo Ministero della Salute, una società farmaceutica, sta producendo diversi ceppi di fiori di cannabis per farla prescrivere da medici olandesi proponendosi di aggiungere una varietà ricca di CBD alle loro quattro varietà attualmente a disposizione. In molti stati U.S.A. e nel Distretto della Columbia è consentito l'uso medico della cannabis. In questi stati sono disponibili un gran numero di prodotti, comprese le tinture con contenuti molto elevati di CBD, oli, CBD in gomma da masticare ed altri prodotti di ogni tipo pronti all'uso.

LA FARMACOCINETICA DEL CBD

Indipendentemente dall’uso, le proprietà farmacocinetiche variano in funzione della dose e dalle modalità di assunzione. Per una revisione estesa sulla farmacocinetica del CBD vi invitiamo a leggere gli studi di Grotenhermen (2003); a seguito dell'assunzione orale di cannabis o di THC sintetico (dronabinolo), soltanto il 10-20% di THC entra nel sistema circolatorio a causa di un esteso metabolismo epatico e della limitata solubilita' del THC in acqua (Grotenhermen, 2003; Huestis 2007). Dopo la somministrazione orale sono necessari dai 30 ai 90 minuti per l'inizio dell'effetto farmacologico. L'effetto massimo si ottiene entro le 2-4 ore c.a. dall’assunzione. Le concentrazioni plasmatiche di THC variano in funzione della dose assunta.

Ad esempio dopo la somministrazione orale di 20 milligrammi di THC, si raggiungono concentrazioni plasmatiche massime tra 4 e 11 nanogrammi /millilitro tra 1 e 6 ore dall’assunzione orale. Il CBD mostra una biodisponibilità ed un assorbimento orale simili a quelli del THC. Dopo l'assunzione orale di 10 milligrammi di CBD le concentrazioni di picco sono di 2,5 ± 2,2 nanogrammi per millilitro. In pazienti con la malattia di Huntington (malattia genetica neurodegenerativa che colpisce la coordinazione muscolare e porta ad un declino cognitivo e a problemi psichiatrici. Esordisce tipicamente durante la mezza età; è la più frequente malattia a causa genetica nei quadri clinici neurologici con movimenti involontari anomali che prendono il nome di còrea) dopo l’assunzione orale giornaliera di 10mg/kg di CBD per sei settimane, ha portato i livelli medi plasmatici settimanali pari a 5.9-11.2 ng/ml.

Sono stati identificati nelle urine di un paziente trattato con CBD, 33 metaboliti ed ulteriori quattro metaboliti sono stati parzialmente caratterizzati. Il modello metabolico è simile al THC. Tuttavia, a differenza del THC che rimane invariato, il CBD viene escretatato in grandi percentuali nelle feci.

IL SISTEMA ENDOCANNABINOIDE (ECS)

I cannabinoidi non si trovano solo nella pianta di canapa (Fitocannabinoidi) ma anche nel corpo umano, in ogni animale (Endocannabinoidi).

L’ECS è un sistema specifico, presente nel nostro corpo, formato da piccole molecole di natura lipidica, che vengono prodotte ed agiscono localmente dove nella stessa sede vengono rapidamente degradate. Il Sistema endogeno cannabinoide regola una vasta gamma di funzioni biologiche.

I cannabinoidi endogeni

Le due molecole maggiormente prodotte sono

- l’anandamide (arachidonoil-etanolamide) dal sanscrito ananda, che significa “per la felicità, per il benessere“ - si lega ai recettori dei cannabinoidi CB1 (tecnicamente chiamato ligando CB1) generando messaggi che vengono istantaneamente trasmessi alle altre cellule.

- il 2-arachidonoil-glicerolo (2AG) ligando di entrambi i recettori, CB1 e CB2. Il CBD, rappresenta il corrispettivo fitocannabinoide (estratto dalla canapa).

L’ ECS è un sistema di controllo biochimico dei lipidi neuromodulatori (molecole che includono lipidi, cere, steroli e vitamine liposolubili, come le vitamine A, D, E e K ed altri).

Gli endocannabinoidi hanno proprietà neuro-protettrici, sono in grado di regolare l’attività motoria e della memoria. Il Sistema Endocannabinoide inoltre, è coinvolto nella modulazione della risposta immunitaria, infiammatoria, endocrina ed esercita anche un’azione antiproliferativa.

I cannabinoidi endogeni ed i cannabinoidi derivati dalle piante si legano entrambi a specifici recettori.

I cosiddetti recettori specializzati, si configurano come adatti a sintetizzare certi cannabinoidi. In generale, un dato recettore accetterà solo le classi di composti particolari e sarà influenzato anche da altri; possiamo paragonarlo così ad una chiave specifica per aprire una particolare serratura.

Quando un cannabinoide, o una combinazione di cannabinoidi specifici, si lega ad un particolare recettore, ad un evento o ad una serie di eventi, si innesca nella cellula causando un cambiamento nella sua attività, nella sua regolazione genica e /o nei segnali che invia alle cellule vicine (trasduzione del segnale). Oggi la ricerca scientifica ritiene che esistono più di 200 sostanze correlate che assomigliano agli endocannabinoidi e completano la loro funzione in quello che è stato definito effetto entourage (ad es. cannabinoidi e terpeni mentre agiscono insieme favoriscono il c.d. effetto; un principio fitocomplesso e non dovuto da un singolo principio esistente nella cannabis le cui proprietà biologiche non sono riconducibili al solo costituente singolo. Le interazioni farmacocinetiche dei fitocannabinoidi, dei terpeni e di altri componenti -il fitocomplesso- determinano l'effetto enturage peraltro diverso da persona a persona poichè l'ECS è diffuso in tutto il nostro organismo ed ha la funzione di coordinare le risposte degli altri sistemi agendo più come regolatore che come effetto).

I RECETTORI DEI CANNABINOIDI

I recettori dei cannabinoidi primari sono identificati come “recettori cannabinoidi di tipo 1” (CB1-R) e “recettori cannabinoidi di tipo 2” (CB2-R). Esistono anche altri tipi di recettori come ad esempio citiamo il GPR55 e il TRPV1.

I recettori possono essere “sbloccati” da tre tipi di cannabinoidi:

  1. Endocannabinoidi: cannabinoidi endogeni /acidi grassi prodotti naturalmente dal corpo (per esempio, l’anandamide e il 2-AG);

  2. Fitocannabinoidi: sono quelli concentrati nella resina oleosa dei germogli e nelle foglie di piante come la cannabis (ad esempio la THC e la CBD);

  3. Cannabinoidi sintetici: sono prodotti artificialmente, cioè in laboratorio.

Uno dei ruoli più importanti dei CB1-R è la riduzione della funzione eccessiva o insufficiente dai neurotrasmettitori (messaggeri) nel cervello. Con l’attivazione dei CB1-R, l’iperattività o l’ipoattività dei messaggeri (ad esempio, la serotonina e la dopamina) è regolata ed equilibrata.


I CB2-R sono collegati soprattutto al sistema immunitario e ad altri distretti organici al di fuori del cervello, come intestino, milza, fegato, cuore, reni, ossa, vasi sanguigni, cellule linfatiche, ghiandole endocrine e organi riproduttivi.

Un terzo recettore è quello transitorio potenziale di tipo uno (TRPV1). La funzione del TRPV1 è di rilevare e regolare la temperatura corporea. Inoltre, il TRPV1 è responsabile delle sensazioni di estremo calore esterno e del dolore, ed è soggetto a desensibilizzazione. Il CBD è un agonista del nostro recettore vanilloide TRPV-1, il cui nome deriva dalle proprietà analgesiche della pianta di vaniglia. Ciò significa che il cannabidiolo è in grado di stimolare l'azione di questo specifico recettore, innescando una reazione biochimica a catena che agisce sulla nostra percezione del dolore.

Il CBD inoltre, si lega al recettore GPR55 e completa quindi l'effetto anti-infiammatorio.

I cannabinoidi, tra cui CBD, sono potenti spazzini dei radicali liberi e hanno proprietà citoprotettive. Il CBD ha anche affinità con i recettori della serotonina (recettore 5-HT1A).

IL MECCANISMO DI AZIONE DEL CBD

Tuttavia la modalità di azione di cannabidiolo non è del tutto chiara anche se sono stati individuati dalla comunità scientifica diversi meccanismi:


1. Il CBD agisce come antagonista del recettore CB1 ed è in grado di inibire diversi effetti del THC (Zuardi ed altri - 1982). In uno studio condotto da Petitet ed altri (1998) il CBD ha ridotto notevolmente l'attivazione del recettore di un potente agonista del recettore CB1. Il CBD antagonizza i recettori CB1 e CB2 a dosi molto inferiori a quelle necessarie per attivare recettori della cannabis (Pertwee ed altri - 2002).

2. Il CBD stimola il recettore di tipo 1 vanilloidi (VR1) con un effetto simile in termini di efficacia a quella di capsaicina (Bisogno ed altri -2001, Costa ed altri -1998).

3. Il CBD inibisce l'assorbimento e l'idrolisi dell' anandamide (acido grasso endogeno), aumentando così la sua concentrazione (Bisogno ed altri -2001, Mechoulam ed altri -2002).

4. I ricercatori hanno studiato i meccanismi con cui il CBD riduce il dolore infiammatorio e neuropatico (Xiong ed altri -2012).

5. Il CBD si lega al nucleoside-transporter-1, migliorando così l’equilibrio endogeno di segnalazione dell’adenosina. Alcuni effetti immunosoppressivi possono essere basati su questo meccanismo. Il trattamento dei topi con una bassa dose di CBD ha permesso la diminuzione del fattore di produzione della necrosi tumorale alfa -TNF-alfa (Malfait ed altri -2000). Questo effetto è stato invertito con un antagonista A2A recettore - adenosina.

6. Il CBD sposta un agonista (8-idrossi-2-di-n-protylamino-tetralina) dal recettore 5-HT1A (Russo ed altri -2005).

7. I cannabinoidi, tra cui CBD sono potenti antiossidanti. È stato dimostrato che CBD previene i danni ossidativi causati da H2O2 meglio della vitamina C o della vitamina E (Hampson ed altri - 1998).

8. Il CBD si lega al recettore GPR55, un recettore cannabinoide putativo ; azione anti-infiammatoria del cannabinoide. (Li ed altri - 2013).

IL CBD L’ANTAGONISTA DEL DRONABINOL - EFFETTI DEL THC

È stato dimostrato che il CBD agisce come antagonista debole per tutti gli agonisti al recettore cannabinoide CB1 compreso il THC (Petitet ed altri -1998).

In uno studio condotto da Zuardi ed altri nel 1982, otto volontari hanno ricevuto, una dose orale di THC (0,5 mg di THC per kg di peso corporeo, cioè tra 25 e 40 mg), e la stessa dose combinata con il doppio di CBD. Lo studio ha dimostrato che il CBD ha bloccato l'ansia prodotta da THC. Questo effetto antagonista è stato comprovato anche con altri sintomi causati da THC, tra i quali la difficoltà di concentrazione ed i pensieri sconnessi. Il Cannabidiolo blocca anche diversi effetti fisici del THC, tra i quali la tachicardia, vale a dire un aumento della frequenza cardiaca (Karniol ed altri -1974). Secondo uno studio con 94 consumatori di cannabis dell'University College di Londra nel Regno Unito, gli effetti della cannabis variano in base al rapporto di cannabidiolo (CBD) e THC (Morgan ed altri -2010).

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REFERENZE SCIENTIFICHE

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